Alleati e nemici a tavola - mangiopositivo

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NEMICI E ALLEATI A TAVOLA



Abbiamo già detto quanto sia importante individuare le difficoltà che possiamo trovare in questo cammino di autoeducazione. A volte sono le persone che ci vogliono bene a metterci i bastoni tra le ruote. Dobbiamo renderci conto che la cultura in cui siamo immersi è quella del “mangia che ti fa bene” quindi quando ci riempiono il piatto è per affetto. In questi casi dobbiamo spiegare a chi ci sta vicino che vogliamo prenderci cura di noi e della nostra salute. I nostri familiari possono non capire il nostro bisogno ed  avere, di conseguenza, delle paure irrazionali. Ad esempio possono aver paura che mangiamo troppo poco e quindi proporci ulteriori alimenti in aggiunta a quelli che noi abbiamo già previsto di mangiare. Se ci fanno il piatto, a volte, abbondano nelle quantità per non farci sentire a disagio.

I mariti, le mogli, anche i figli a volte, all’idea di avere un coniuge o una mamma con una migliore forma fisica possono ingelosirsi. Quindi una cosa utile potrebbe essere quella di rassicurarli. Non sarà certo perché abbiamo perso una taglia che ci cercheremo un o una nuova amante. Ai figli possiamo tentare di spiegare che una mamma più sana, più soddisfatta di sé e quindi anche più bella, può andare solo a vantaggio loro.
Perché probabilmente sarà anche meno rompicoglioni.
Anche le amiche/i, a volte, vedendovi in migliore forma fisica possono diventare gelose. In questo caso possiamo tentare di spiegare che il coniuge dell'amica/o non ci interesserà mai per colpa di una totale incompatibilità di carattere e che prima di tutto per noi è importante l'amicizia che abbiamo per quella persona.

Se invece, purtroppo per noi, abbiamo intorno persone che ostacolano i nostri cambiamenti solo per i loro personali problemi è dura. Va da sé che è meglio ridurre le occasioni di incontro con questo tipo di serpi, ma se proprio dobbiamo incontrarle potremmo provare a neutralizzarle così:

• Facendo un programma di quello che vogliamo mangiare, per esempio un antipasto e un secondo e rifiutando categoricamente tutto il resto.
• Se sappiamo già le cose che dirà e le varie frecciatine al cianuro che ci invierà potremmo preparaci delle risposte adeguate facendoci aiutare dai nostri familiari o da qualche amica fidata.
• Se proprio abbiamo il terrore di cadere nella trappola che ci tenderà affrontiamo il problema in maniera scientifica e proviamo i dialoghi che abbiamo preparati davanti allo specchio.

Non dobbiamo aver paura di essere ridicoli, ricordiamo che il nostro obbiettivo è quello di mangiare il giusto ed evitare l’ansia che questa persona ci crea. In genere queste persone sotto sotto deboli e vedendoci diversi cominceranno ad avere una certa soggezione di noi e ad essere più rispettose.
Provare per credere!

Per trovare degli alleati, sempre molto utili, bisogna ovviamente cominciare a parlare del cammino di auto educazione che abbiamo intrapreso. All’inizio le persone potrebbero essere solo curiose e farvi delle domande. Dovete approfittare di questo ed elencargli i vantaggi di questo tipo di lavoro. E’ a costo zero, in più porta un risparmio economico sulla spesa alimentare. Certo è molto impegnativo, perché stare a dieta non lo è? E’ meno frustrante perché gli errori qui sono utili e possono essere di stimolo per soluzioni interessanti. Cercate di aprirvi all’esterno, parlate del diario alimentare con chi conoscete.
Camminare in compagnia è sempre più bello!

Auguri!


 
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