Lettera al direttore di Donna Extra Super Scic - I racconti di Lella- La mia amica Lella - mangiopositivo

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Lettera al direttore di Donna Extra Super Scic

Pubblicato da Elisabetta Giovetti in Gruppo cas · 25/2/2017 17:55:57








Stasera sono addirittura in anticipo. Non di tanto, solo di dieci minuti. Sono arrivata prima per sistemare il materiale che ho portato da leggere alle mie figliocce. Si perché ormai le considero non proprio come figlie, che d'altronde non posso sapere come sono dal momento che non ne ho, ma quasi. Ho fatto delle fotocopie da un bellissimo manuale di autostima e farò fare anche un semplice esercizietto.
Eravamo d’accordo che la lettera al direttore di DONNA EXTRA SUPER SCIC la buttava giù Annamaria. Speriamo abbia trovato il tempo per farlo.
Pochi minuti dopo siamo già tutte sedute. Le guardo e mi si apre il cuore, mi sembrano splendide.
Guenda sembra particolarmente su di giri e inizia subito a dire -
Guardate qua- tira fuori il quotidiano locale- sulla cronaca della nostra zona c’è un articolo su di noi e sul nostro gruppo di auto-aiuto! Poche righe ma insomma è un inizio… chissà che vengano altre donne. Ve lo leggo…-
Quando ha finito di leggere il breve articolo le chiedo se posso fotocopiarlo -
Lo faccio vedere alla Dott. Gustalavita.-
-
Come no… tieni pure.- dice con un grande sorriso.
-
Allora com’è andata la settimana?- domando. Quando tutte hanno parlato mi rivolgo ad Annamaria – Sei riuscita a buttar giù la brutta della lettera?-
-
Certamente! Ecco qua! L’ho stampata e ho fatto una copia a testa, così è più facile discuterne. Ve la leggo…-
La miglioriamo un po’ smorzando il tono un po’ troppo polemico in alcuni punti, ma tutto sommato Annamaria ha fatto veramente un ottimo lavoro e tutte ci congratuliamo con lei.
-
Grazie amiche, avevo preso qualche appunto di quello che si era detto.-
A quel punto Fulvia la guarda –
E’ scritta molto bene con un ottimo italiano. Hai studiato?-
-
Eh…magari! Mi sarebbe piaciuto. Ma in casa mia c’erano un sacco di problemi e ho dovuto cominciare a lavorare subito. Però mi piaceva studiare. Mi piace leggere, quello si. Per questo tu non smettere, non ascoltare i tuoi genitori! Riprendi l’università! Altrimenti un giorno di sicuro ti pentirai di non aver seguito i tuoi desideri e sarà troppo tardi.- mentre parla si percepisce una grande amarezza anche se lo sguardo è sempre combattivo e forte.







- Bene ragazze – dico per scacciare la malinconia - adesso vi faccio fare un compito. Scrivete sul vostro quaderno dieci lati positivi di voi stesse e poi ce li leggiamo a vicenda. Tempo venti minuti. -
Tutte aprono i quaderni, proprio come a scuola, e iniziano a lavorare. Trascorso il tempo cominciamo l’analisi di quello che è venuto fuori. Notiamo che nessuna è riuscita a trovare dieci aspetti buoni di sé stessa.
-
Che disastro ragazze… non riusciamo ad attribuirci dieci qualità! Dieci! Ci rendiamo conto? Non è che siano poi tante. Chissà gli altri ai nostri occhi quante ne hanno!-
-
Sono strapieni! – dice Rosita.
-
Proprio te volevo sentir parlare, carissima, hai solo due qualità! Perché così poche?-
-
Guardami… quante qualità mi trovi?-
-
Noi te ne troviamo moltissime, vero amiche?-
-
Certo! – fa con impeto Susanna- Sei sincera, onesta, disponibile, autoironica, intelligente, simpatica, affidabile eccetera eccetera. E questo è quello che vedo io, chissà le altre cosa vedono in te e chissà i tuoi colleghi quanti pregi ti trovano.-
Rosita resta in silenzio, guarda il quaderno che tiene arrotolato in una mano.
-
In effetti, al lavoro, quando sono in difficoltà chiamano me perché dicono che io trovo sempre la soluzione a tutto. Non ci avevo mai pensato…-
-
Bene riflettici un po’ su… e poi la prossima volta ne riparliamo.-
-
Io – è Laura a parlare- da quando vengo al gruppo mi sono accorta che mi vedo più bella e mi sto scoprendo anche simpatica. Non mi erano mai capitate tante cose positive così insieme, così vicine.-
-
Quante qualità hai scritto?-
-
Cinque …-
-
Non sono troppo poche?- faccio rivolta alle altre.
-
Eh si. Forza leggi…- la esorta Guenda.
-
Gentile, altruista, affettuosa, efficiente, puntuale… non sono riuscita a trovarne altre.-
-
Mai hai appena detto che ultimamente ti trovi simpatica e più bella, perché non l’hai scritto? E poi intelligente e ironica no?-
-
Non volevo strafare o sembrare ambiziosa e troppo piena di me…-
-
Ecco ragazze – dico guardando tutte- questo è proprio quello che dobbiamo cambiare. Imparare a volerci bene e apprezzare noi stesse è il primo fondamentale passo per innescare un processo di crescita personale. Anche se ogni tanto non ci sentiamo all’altezza o sbagliamo. Tutti sbagliano. Dobbiamo imparare a perdonarci. La scarsa stima di noi stesse ci porta a cercare consolazione in quello che non ci rifiuterà mai, il cibo.
Ho parlato piena di enfasi e alla fine del mio discorsetto mi accorgo che parecchie hanno gli occhi umidi. Ma ormai è ora di andare a casa. Le mie amiche cominciano già ad alzarsi e a salutarsi.
-
Bene ragazze continuiamo la prossima volta. Ciao a tutte!- faccio chiudendo la porta e la luce.

Salgo in auto metto in moto e penso a quanta strada hanno ancora davanti ma se ci sono riuscita io ce la faranno anche loro.















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